Delegazione capoverdiana in visita in regione Emilia-Romagna

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data: 22/29 Marzo 2017
luogo: Emilia-Romagna

Durante la settimana dal 22/29 Marzo 2017, siamo stati impegnati ad accompagnare in Italia un’importante delegazione della Repubblica di Capo Verde, costituita da:

– Ministro della Sanità e Sicurezza Sociale, dott. Arlindo do Rosario
– Capo di Gabinetto del Ministro, dott.ssa Fatima Lima
– Presidente dell’INPS, dott. Augusto Fernandes
– Amministratore Delegato dell’INPS, dott.ssa Helena Mendonça
– Presidente della Camara Munipal di Boa Vista, dott. José Luis Santos
– Assessore all’Urbanistica e Infrastrutture, dott. Aristide Mosso Brito
– Presidente della Società di Sviluppo Turistico di Boa Vista e Maio, dott. Avelino Bonifacio Lopes

La delegazione ha seguito un’agenda da noi organizzata, che ha portato a vari incontri, tra cui la Regione Emilia-Romagna e vari soggetti che operano nella sanità regionale, per mostrare un modello sanitario sostenibile (primo in Europa) e indicare quali siano le modalità con cui attivare piani di cooperazione internazionale con le isole di Capo Verde.
Oltre alla sanità, la visita ha portato la delegazione anche a San Marino e Zocca (città gemellata con Boa Vista). La prima per presentare Boa Vista come destinazione adatta ad investimenti strategici nel settore turistico, la seconda per iniziare una collaborazione con l’Istituto Spallanzani, la scuola agraria più grande della regione, per preparare una visita della scuola sull’isola e realizzare percorsi formativi in ambo i sensi, come interscambio culturale nel settore agroalimentare.

Abbiamo iniziato un percorso bilaterale che porterà ad avere un sensibile miglioramento in queste aree e creerà un canale di collaborazione reciproco.

Con l’università di Bologna, facoltà di medicina, si è aperta la strada a giovani specializzandi italiani che vogliano farsi le ossa in un paese in crescita, che necessita di figure professionali preparate e disposte a formare personale sanitario locale.

Con la ONG Cestas si è potuto discutere di alta formazione per personale sanitario capoverdiano, nell’ottica di miglioramento organizzativo del management sanitario e di aggiornamento professionale per tecniche e tecnologie innovative.

Con l’Associazione Nazionale Tumori (ANT) è possibile scrivere un progetto candidabile a ricevere finanziamenti europei per l’invio di attrezzature, medicine e specialisti oncologi, per la prevenzione dei tumori e il trattamento dei malati terminali, così da diminuirne la sofferenza e aiutarne le famiglie.

Una migliore sanità significa maggiore sicurezza per la popolazione del paese, più garanzie per gli investitori e quindi più investimenti, soprattutto nel turismo, una risorsa inesauribile di introito economico che per Capo Verde equivale al 25% del PIL (risultando pertanto fondamentale per lo sviluppo di tutti gli altri servizi). Tutti noi auspichiamo un turismo sostenibile, supportato da un sistema sanitario efficiente e che si sviluppi alla stessa velocità delle infrastrutture turistiche.

Con CUP2000 si è parlato di E-Health e sanità elettronica, per governare l’integrazione tra i dati, consentire di avere statistiche aggiornate e complete, permettere ad ogni cittadino di interagire con il sistema sanitario e il proprio medico attraverso il telefonino e facilitare le prenotazioni e la condivisione dei referti. Verrà collegata tutta la filiera che lega il medico al paziente (ospedali, ambulatori, farmacie, cliniche, medici di famiglia, pazienti). Questo porterà a piani della salute molto più mirati rispetto a quelli attuali, con conseguente riduzione della spesa e ottimizzazione delle risorse.

Attraverso la collaborazione dell’associazione Novanta, si avrà, a breve, un carico di materiale destinato al Centro di Salute di Boa Vista, prima spedizione di materiale utile al potenziamento di tale centro. Seguirà altro materiale (tra cui un’ambulanza) e professionisti volontari che presteranno servizio gratuito sia in Centro Salute, sia all’esterno, per fare corsi di Primo Soccorso e insegnare buone pratiche quotidiane per evitare incidenti e malattie. Inizieremo ora un dialogo con tutti gli operatori turistici e tutti i contatti in nostro possesso per tentare di allestire, nel giro di qualche mese, una piccola sala operatoria e un pronto soccorso più efficiente, prima di arrivare a un vero ospedale.

Parallelamente, è in corso uno studio di fattibilità per un nuovo ospedale sull’isola di Boa Vista, 50 posti letto. Questo progetto, che potrà essere completato ipoteticamente in 18 mesi, vedrà la partecipazione di privati (ancora non identificati) poiché le risorse nazionali non consentono un investimento di tale portata senza l’appoggio di investitori privati e senza la gestione di aziende sanitarie che già operano in questo settore (quindi non proprietari di alberghi). A questo proposito, la Regione Emilia-Romagna, col nostro supporto, ha mostrato alla delegazione in visita, modelli di gestione mista pubblico-privata e canali di finanziamenti pubblici per dimostrare come sia possibile mantenere il controllo sanitario pur lasciando a privati la gestione (a volte, anche gestioni in pareggio). Creando quindi le leggi necessarie per consentire all’INPS di pagare le prestazioni sanitarie anche a privati, richiedendo però standard di qualità uguali o superiori a quelli del servizio pubblico, per garantire i servizi anche a tutti i cittadini capoverdiani, per diminuire il problema economico-sociale legato alle evacuazioni aeree e migliorare le condizioni di sicurezza sanitaria a livello nazionale.

Per fare un ospedale servono tanti medici e, ad oggi, Capo Verde ne ha troppo pochi (430), poco specializzati (solo il 25% di loro ha una specializzazione), quindi è fondamentale formarne di nuovi, è urgente specializzare i medici generici e bisogna aprire le porte a medici stranieri, preferibilmente nell’ottica di operare in loco e contemporaneamente formare medici e infermieri locali.

Un ospedale, perché funzioni, deve lavorare al 90/95% del suo potenziale, altrimenti è solo un costo. Per fare questo, la gestione deve essere affidata al pubblico e/o a privati controllati dal pubblico, ma alla fine deve essere garantita l’accesso e le cure a tutti, residenti e turisti.

Fare questo non è semplice, ma crediamo che con la cooperazione reciproca si possa arrivare ad ottimi risultati.

Dateci una mano!

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